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Cronache federaliste Anno XII n°3 – Novembre 2013


PER UN’ EUROPA DI NUOVA GENERAZIONE

Il governo di larghe intese, che si è rafforzato con gli ultimi “comici” avvenimenti, non è un’anomalia italiana, ma ormai il modello che tende a prevalere in diversi Paesi europei.
Il grande centro, tuttavia, non è punto di equilibrio virtuoso tra forze contrapposte, ma rappresenta lo stallo, il disperato tentativo delle classi dominanti di mantenere lo status quo, il segno di una politica diventata “amorfa”, cioè incapace di trovare una forma e un contenuto diversi da quelli del neoliberismo e dell’austerity per uscire dalla grande depressione che sta impoverendo, sul piano economico e dei diritti sociali, la grande parte della popolazione europea.
Per questo le prossime elezioni europee sono una grande occasione per far sentire che esiste un’altra visione dell’Europa, una vera via d’uscita dalla crisi.
Questa nuova via che dobbiamo aprire ha una parola chiave: riequilibrio. Riequilibrare per trasformare la società europea nel senso della democrazia, della giustizia e dell’equità.

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Cronache federaliste – Anno XII n°2 – Maggio 2013

Il RUOLO DELLA SCUOLA NELL’EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA EUROPEA


Com’è noto, l’anno 2013 è stato proclamato dalla Commissione dell’Unione Europea l’anno della cittadinanza europea, e pertanto anche per tale motivo appare più che mai opportuno assumere tale argomento come uno di quelli per i quali vale la pena di spendere a favore dei giovani un’iniziativa di promozione del senso civico e di appartenenza all’Europa, al giorno d’oggi forse non sufficientemente posta all’attenzione della comunità che vive e si esprime nella scuola.
Occorre premettere per la verità che in questo ambito le istituzioni comunitarie sia direttamente che per il tramite degli Stati membri hanno svolto un’apprezzabile attività di supporto e di impulso che in una qualche misura si è riverberata in tutta l’Unione. Tuttavia non si afferma nulla di nuovo quando si osserva che la consapevolezza di appartenenza all’Europa, non ultimo per le note vicende della crisi economica dell’Eurozona, in tutti i nostri Paesi, e segnatamente nel nostro Meridione, è entrata in una fase critica che in taluni casi ed ambienti ha prodotto forme di euroscetticismo del tutto incompatibili con la dimensione europea dell’educazione alla cittadinanza.

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