Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Il Comitato direttivo della Sezione di Trapani del Movimento Federalista Europeo, riunitosi nei locali sociali per esaminare fra l’altro lo stato di avanzamento del processo di integrazione europea appena consolidato con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona del dicembre 2007;
esaminata la gravità della situazione economica in cui è recentemente precipitata la Grecia per effetto della crisi globale scoppiata nel 2008, crisi che tuttora presenta addirittura rischi concreti di insolvenza dell’intero Paese;
vista la confusa reazione in proposito dei governi nazionali dell’Eurozona, che hanno visibilmente preferito tacere o racchiudersi entro gli angusti schemi degli egoismi nazionali;
preso atto per ultimo della decisione assunta la settimana scorsa dai governi di Francia e Germania, e fatta propria dai Sedici Paesi facenti parte dell’Eurogruppo;
rileva
anzitutto che a decorrere dall’istituzione dell’Unione Monetaria Europea la gestione e la difesa dell’euro non è più compito dei singoli governi nazionali, ma dell’intera Unione nella versione dell’Eurogruppo, per cui è al Consiglio dei Ministri finanziari dei Sedici che compete per intero ogni responsabilità politica in proposito, tenuto conto dei pareri della Banca Centrale Europea;
esprime
quindi, rispetto alla crisi che ha coinvolto la Grecia, stupore e rammarico, sia per il colpevole silenzio del Consiglio dei Ministri finanziari, del suo presidente Juncker e della Commissione europea, che avrebbero dovuto tempestivamente proporre ed adottare idonee misure di salvaguardia a difesa della Grecia e della Moneta unica, sia per il penoso scaricabarile con il quale i principali governi nazionali hanno ritenuto di gestire la questione;
denuncia
in particolare l’atteggiamento incerto, miope e contraddittorio della cancelliera tedesca Angela Merkel, che prima ha escluso l’intervento del Fondo Monetario Internazionale, poi per il tramite del suo Ministro delle Finanza Schäuble ha proposto la creazione di un Fondo Monetario Europeo con un pesante aggravio di sanzioni per gli Stati Membri meno che virtuosi, giungendo perfino ad ipotizzare l’espulsione della Grecia dall’Unione monetaria, e infine ha proposto unitamente alla Francia sia il ricorso al FMI che un insieme di interventi aggiuntivi alla Grecia, peraltro su base esclusivamente bilaterale e in termini alquanto generici;
fa presente
che la finanza allegra e disinvolta dei governanti greci, peraltro già ammessa e duramente ora rettificata dal nuovo governo di Papandreou con un austero e rigoroso piano di rientro dall’esorbitante deficit di bilancio, non giustifica di per sé un aggravio inusitato di misure draconiane nei confronti dei cittadini ellenici, che non potrebbero caricarsi indefinitamente un tale peso sulle loro spalle senza conseguenze oltre che economiche anche di ordine sociale e quindi altrettanto serie e pericolose per l’ordine democratico dell’intera Europa;
che tale pretesa sostenuta in particolare della Germania non è nemmeno auspicabile per la stessa economia tedesca, la quale in Grecia conserva rilevanti interessi economici che da una eccessiva stretta finanziaria per i cittadini e le imprese dell’Ellade riuscirebbero a loro volta inutilmente e gravemente danneggiati;
che d’altra parte proprio per effetto dell’introduzione della moneta unica la Germania, fra tutti gli Stati dell’Eurozona, risulta il Paese che più è riuscito a realizzare un elevato ritmo di prodotto interno loro paragonabile ad esempio a quelli della Cina e dell’India;
che ora l’Unione europea deve dunque assumere per intero e senza mezze misure ogni provvedimento idoneo a venire in aiuto alla Grecia, sollecitamente e senza riserve di tipo nazionalistico, al duplice scopo di mostrare nei fatti una concreta solidarietà nei confronti dei concittadini europei dello Stato ellenico e di difendere dalle inevitabili speculazioni finanziarie internazionali l’intera area dell’euro;
ribadisce
che per siffatti casi, come del resto già parzialmente adombrato dalla Francia, occorre procedere d’urgenza all’istituzione di un vero governo economico europeo, del quale il ventilato Fondo Monetario Europeo può essere una prima versione, se in grado di far fronte alle emergenze con la dovuta autorità non minata dai contrapposti egoismi nazionali, a somiglianza di quella Alta Autorità a suo tempo varata dalla Piccola Europa di Jean Monnet;
che tale governo economico europeo non può peraltro che andare nel verso di una progressiva realizzazione di una federazione europea, dove le decisioni a maggioranza e non il diritto di veto siano il criterio generale che regoli i rapporti fra i Paesi Membri, salvo che malauguratamente si preferisca o aderire ad un’Unione dove sia l’egemonia di uno Stato pur popoloso ed importante ad imporre la sua autorità ovvero far precipitare nel caos economico e sociale tutta l’Europa sinora faticosamente costruita per il benessere di tutti e non secondo gli interessati calcoli di qualcuno;
auspica
che la crisi greca possa riuscire di stimolo all’adozione di un salto di qualità nella creazione di un’unione sempre più stretta dei popoli europei, quale la vollero ostinatamente un sessantennio fa i Padri fondatori, con quello spirito disinteressato di sacrificio ed abnegazione, che pare non alberghi più oggi i palazzi dell’Europa comunitaria.
Trapani, 31 marzo 2010
IL COMITATO DIRETTIVO DELLA SEZIONE MFE DI TRAPANI
MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO – CENTRO PROVINCIALE DI AGRIGENTO
RISOLUZIONE DI POLITICA GENERALE
Il Congresso del Centro Provinciale di Agrigento del Movimento Federalista Europeo, riunitosi ad Agrigento in data 15 febbraio 2009 nella prospettiva dei Congressi nazionale e regionale che andranno a celebrarsi in Sicilia nei prossimi mesi;
desiderando esaminare sia lo stato di avanzamento del processo di costruzione politica dell’Europa, con particolare riguardo all’andamento delle ratifiche al Trattato di Lisbona, sia i problemi dell’azione federalista e del rafforzamento e sviluppo dell’idea dell’unità europea fra la popolazione della provincia e più in generale della Sicilia;
considerato che il prossimo 7 giugno il popolo europeo sarà ancora una volta chiamato alle urne per eleggere il suo Parlamento, senza che a tutt’oggi sia stato irreversibilmente avviato un percorso virtuoso per pervenire alla Federazione europea;
preso atto da ultimo dell’impegno del rappresentante del governo irlandese ad indire entro gli ultimi mesi dell’anno in corso un nuovo referendum sul Trattato di Lisbona, in modo da conseguire questa volta un esito favorevole alla sua approvazione;
esaminata altresì l’azione dei governi nazionali in risposta alla crisi economica globale e in materia di integrazione dei cittadini europei ed extracomunitari nell’Unione europea allargata;
vista la Mozione di politica generale presentata dalla segreteria nazionale uscente in previsione del XXIV Congresso nazionale del MFE, di seguito alle Tesi precongressuali del presidente Montani;
osserva
con preoccupazione che il progetto dell’unità europea, quale si è realizzato con la tenacia, la previgenza e la determinazione dei Padri Fondatori dell’Europa comunitaria, a motivo della sua evidente incompiutezza e inadeguatezza dovuta all’azione frenante dei Governi nazionali, rischia oggi di vanificarsi o frantumarsi per effetto della gravissima crisi finanziaria ed economica globale, alla quale i governi dell’Unione non hanno saputo rispondere in maniera idonea con il necessario rafforzamento dell’economia europea, e cioè mediante l’adozione coraggiosa di misure unitarie e strutturali che soltanto un governo europeo dell’economia può intraprendere e garantire;
che le avvisaglie di un possibile progressivo decadimento degli stessi principi basilari del mercato comune – come il divieto degli aiuti di stato e la libera circolazione dei lavoratori – già si sono manifestate in Francia con i primi provvedimenti di stampo protezionistico per l’industria dell’auto e nel Regno Unito con gli scioperi di lavoratori britannici rivolti contro l’assunzione di altri lavoratori non inglesi;
fa presente
che ugualmente si reputano del tutto inaccettabili le diverse politiche restrittive o vessatorie, platealmente illiberali, adottate dai governi nazionali nei confronti degli stranieri extracomunitari e perfino rispetto ad alcune categorie di cittadini europei, che mostrano scopertamente la transizione di una società europea, rivelatasi egoista, dalla politica dell’accoglienza e dell’integrazione a quella dell’esclusione e della xenofobia e che già tanti lutti ha causato all’Europa del secolo scorso;
che in particolare è da respingere ogni misura in proposito assunta di recente dal parlamento e dal governo italiano, che sotto l’ipocrisia della sicurezza e dell’ordine pubblico, spinge in realtà verso l’espulsione e la discriminazione verso chi non gode della cittadinanza italiana, attizzando irresponsabilmente pregiudizi e conflitti tra le persone fino ad esecrabili episodi di barbarie;
individua
nella Campagna per un Governo europeo e una Costituzione federale europea, lanciata dal Movimento Federalista Europeo e evidenziata nella Mozione presentata dalla Segreteria nazionale, l’azione quadro essenziale per il superamento della criticità in cui allo stato si trova l’Unione europea e per il rilancio fra la popolazione della provincia di Agrigento, con particolare riguardo ai giovani, alla Scuola e alle diverse espressioni della società civile, dell’impegno per l’unificazione federale dell’Europa come una scelta di civiltà alta ed irrinunciabile;
invita
tutte le Sezioni del Movimento della provincia di Agrigento nella loro attività locale e i rispettivi Delegati nelle diverse sedi congressuali a voler tener debito conto di quanto superiormente esposto.
IL CENTRO PROVINCIALE DI AGRIGENTO DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
Centro Provinciale di Agrigento
Congresso dei Federalisti Europei di Agrigento del 15 febbraio 2009
Resoconto sommario
Il giorno quindici del mese di febbraio dell’anno 2009, alle ore 9.30 in Agrigento, presso la sala Convegni del Ristorante “Il Vigneto” sito in via A. Capitano n. 11 - S. P. 71, e alla presenza dei delegati designati dalle tre Sezioni della provincia (Agrigento, Menfi e Sciacca), del presidente onorario del Centro provinciale R. Gargano e di diversi altri iscritti del MFE, si è aperto il Congresso del Centro provinciale di Agrigento del Movimento Federalista Europeo.
Dato inizio ai lavori da parte della Presidente uscente Giovanna Lauricella, e dopo il saluto della Segretaria della Sezione MFE di Agrigento Grazia Villa, sono stati posti a voto ed approvati all’unanimità dei delegati l’ordine del giorno e il regolamento dei lavori congressuali, nella formulazione proposta dalla Segreteria uscente, mentre Rodolfo Gargano è stato incaricato della redazione del verbale in forma sommaria. Nominata quindi la Commissione verifica poteri nelle persone di C. Lo Presti, C. Mulè e G. Villa, ed esaurite quindi le formalità di rito, il Congresso è stato sospeso per consentire la seduta del Comitato regionale siciliano del MFE, convocato nella medesima data e luogo dal Segretario regionale Elio Scaglione.
Terminata la seduta di detto Comitato, i lavori sono ripresi con la relazione politico-organizzativa della Segretaria uscente Angela Milioto, che ha anche proposto all’attenzione ed approvazione del Congresso una Risoluzione di politica generale. Ha fatto seguito il rapporto della Commissione Verifica Poteri, che ha dichiarato di aver riscontrato la validità del Congresso in base alla documentazione prodotta dai diversi delegati delle Sezioni rappresentate, e il rapporto finanziario della tesoriera uscente Caterina Mulè. È stato poi aperto il dibattito sulle relazioni e la risoluzione prodotta dalla segreteria, conclusosi alfine con l’approvazione all’unanimità di detta risoluzione nel testo che si allega in copia al presente resoconto sommario.
Si è proceduto infine al rinnovo delle cariche sociali. Il Congresso ha proceduto anzitutto a deliberare per tale evenienza l’applicazione dell’art. 5 del relativo Regolamento provinciale, stabilendo altresì il numero complessivo dei membri del Comitato e le rappresentanze di base per Sezione (punto “a” dell’art. 5), in numero di tre componenti per Agrigento, di due componenti per Sciacca e di un componente per Menfi, cui va aggiunto (punto “b” dell’art. 5) un componente del Comitato regionale (A. Milioto), per un totale di sette membri. Su proposta di G. Villa e A. Milioto, si è quindi proceduto, mediante acclamazione, all’elezione di sei componenti del Comitato provinciale e di due membri del Collegio provinciale dei Revisori dei Conti, che pertanto risultano, alla fine, così composti:
a) Comitato Provinciale: b) Collegio prov/le dei Revisori dei Conti:
§ Alonge Francesca (Menfi, segretaria)
§ Lauricella Giovanna (Agrigento) - Hamel Nicolò (Agrigento)
§ Lo Presti Carolina (Agrigento)
§ Milioto Angela (Agrigento) - Libero Giuseppina (Menfi)
§ Mulè Caterina (Sciacca, segretaria)
§ Raia Antonino (Sciacca)
§ Villa Grazia (Agrigento, segretaria)
Il Comitato Provinciale, ugualmente per acclamazione, ha quindi proceduto a confermare i precedenti incaricati nelle funzioni di presidente, segretario e tesoriere. Conseguentemente l’Ufficio Esecutivo Provinciale risulta composto da Giovanna Lauricella, presidente; Angela Milioto, segretaria; Caterina Mulè, tesoriera. Quest’ultima, a norma dell’art. 7 co. 2 del Regolamento, assume anche le funzioni vicarie della segretaria in ogni caso di sua assenza o impedimento.
Conclusi i lavori, il Congresso si è infine sciolto nel primo pomeriggio del 15.2.2009.
IL SEGRETARIO VERBALIZZANTE IL PRESIDENTE
Rodolfo Gargano Giovanna Lauricella